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Confesso che i confini non mi sono mai piaciuti, o meglio, ho sempre preferito stare sulla frontiera, capire una parte e anche l’altra nello stesso momento, provare a tenere insieme tutti i pezzi e ogni tanto fare l’avvocato del diavolo. 

Eh già, io lo trovo divertente. 

Che poi in fondo divertente viene da divertere, ovvero allargare lo sguardo: altro che confini. Chissà, forse arriva dal mio spirito nomade: questione di famiglia!

C’è un momento migliore dei viaggi per allargare lo sguardo? 

Per guardare il diverso intorno a noi? 

E magari scoprire che quello che facciamo non è l’unica opzione possibile? 

Ci sono tanti modi per imparare a sospendere il giudizio, fa parte delle tecniche di osservazione comportamentale e nell’approccio mindfull alla vita: si osserva il mondo intorno e si tiene in sospeso (almeno per un po’) il giudizio automatico che ognuno di noi ha in tasca, in altre parole si evita la categorizzazione della realtà con i nostri criteri, che spesso sono più legati ai nostri filtri di lettura di quanto ci piace ammettere.  Si, lo so che è difficile: categorizzare l’altro ci fa sentire dalla parte giusta, quelli buoni, quelli a posto 

Forse non ci avete mai pensato ma osservare il diverso ci allena a rimanere flessibili e magari a cogliere delle soprese intorno a noi. Il giudizio invece è già l’inizio dei meccanismi di difesa che ci proteggono dalla paura.

Di quanto oggi ci serva mantenere la flessibilità ve ne parlo un’altra volta: direi che siamo pronti per prepararci al meglio per la nuova stagione!

p.s Avrei tanto voluto condividere una foto di qualche (meraviglioso!) piatto mangiato quest’estate…ma niente, mangio con gli occhi e non riesco mai a fotografarli quando arrivano!!! Accontentavi di un ristorantino dove ho mangiato molto bene e con un panorama pazzesco, molto diverso da quelli che ho intorno a casa.

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